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This opera by Daniele Scanferlato is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

martedì

Eppure sei sempre qua.

Caro mio fedele amico, è il tuo fedele amico che ti scrive. Ti scrivo perchè non posso parlarti. Non più. Non sapevi la mia lingua, ma sapevi farti capire. Non conoscevi le nostre buone maniere, ma sapevi quando facevi un dispetto. Non potevi sapere che ore fossero, ma sapevi che appena mi alzavo dalla tavola, dovevamo uscire. Non potevi sapere come sarei stato in questo momento, eppure hai tenuto duro fino alla fine. Eri un duro, eri immortale. Non avevi nessuna voglia di andartene. Non avevi nessuna intenzione di lasciarci da soli. Te ne sei andato dignitosamente, con una vita vissuta alla grande. Hai lasciato un grosso buco dentro questa casa. Dentro di me. 17 anni della mia vita vissuta con te al mio fianco. Un'eternità. Sei rimasto al mio fianco nei momenti più importanti. L'inizio della scuola, i primi amori, la laurea, il lavoro. Hai voluto aspettare che finisse questo ciclo. Avevi fiducia in me, sapevi che non avrei tardato. Sapevi che ce l'avresti fatta. E così è stato. 
Ricordo quando quel giorno siamo andati in quell'allevamento talmente sommerso di cagnolini che te quasi annegavi. Ma ho portato a casa te. Che avevi una storia diversa da tutti i tuoi fratellini. Mi sono subito innamorato di quel cucciolo vivace e giocoso. Mi sono subito abituato a quelle ciabatte mangiate e ai palloni bucati. Cosa poteva chiedere di più un ragazzino di 6 anni se non un migliore amico che potesse essere sempre con lui. Ecco cos'avevo trovato. Un compagno di giochi. Crescendo sei diventato anche un prezioso confidente. Quante cose ti ho raccontato. Chissà poi se ti interessavano veramente o se ti facevano comodo le mie coccole.
Adesso quando rientro in casa vedo quel buco prima occupato dalla tua cuccia. Vedo quel vuoto in cucina dove prima c'erano le tue ciotole. Dove ti divertivi a fare i dispetti con l'acqua, così guadagnavi l'attenzione della mamma. Mi è ricapitato di tornare a casa e venire da te per salutarti, per farti due coccole. Ma tu non ci sei. Hai lasciato un vuoto enorme in questa casa, eppure sei sempre qua.
Ora hai diritto al tuo meritato riposo.
Buonanotte Tommy.
Il tuo fedele amico.

lunedì

Perfection


Shoot


Chissà.

Chissà come stai lassù. Chissà se ti diverti. Chissà se mi vedi. Sono passati quasi due anni da quando sei mancato, da quando hai lasciato questa vita per viverne una migliore. Ho subìto il colpo, l'ho assimilato e sono riuscito ad andare avanti. Adesso mi trovo qua a pensarti, a piangere per te. Probabilmente perché sento la tua vicinanza nella lontananza. Forse sei finalmente arrivato in un punto dove puoi vedermi veramente. Dove puoi starmi vicino e camminarmi a fianco. Magari dicendomi quando sto per fare delle stronzate. Magari portandomi sulla giusta strada. Eri un duro, e vederti andare via così non potevo crederci. Avevi tenuto duro fino all'ultimo, hai resistito finché potevi, hai lottato, ci hai creduto. Persino quando non ci credeva più nessuno. Non sono venuto spesso a trovarti e di questo mi pento terribilmente. Quando ti ho visto l'ultima volta non eri più te. Non ti riconoscevo. L'ultimo abbraccio, quello sentito, quello vero, ma troppo corto. Non potevo stringerti, non potevo farmi vedere debole da te, ti saresti arrabbiato sostenendo che stavi bene. Non potevo. Non potendo, dovevo. In vita bisogna fare tutto quello che ci si sente di fare. Rischi di pentirti di qualcosa che non hai fatto. Rischi di vivere nel rimorso. Proteggimi da lassù, tu che puoi.

mercoledì

[cit.]

Mi sta scendendo una lacrima. Come se fosse la fine di un film. Le lacrime scendono sempre alla fine di un film. Dipende dal genere di film. Quelli che toccano il cuore, di quelli parlo io. Ho rispolverato questo bel souvenir un'altra volta. Ha fatto male. Ora lo appoggio lì.” [cit.]

Non è una mia frase ma voglio permettermi di citarla. Perchè questa frase mi ha dato l'input di mettermi a scrivere all'1 suonata di notte. No, non ho sonno. E finchè il polso cammina, facciamo mattina. Quando smetterà di camminare, ci riposeremo. La volta buona che ci potremo riposare. In sottofondo quella playlist che non vuole smettere di suonare. Se fosse un vinile sarebbe consumato. Se fosse una cassetta sarebbe rovinata. Se fosse un cd sarebbe strisciato. Non è nemmeno un mp3. Perchè quella playlist continua a suonare nella testa. E non solo nella mia. Nella testa di chi ascolta. Di chi vuole ascoltare. E di chi la lascia suonare. Non esiste stop, rewind o forward. Forse esiste il pause, ma solamente perchè non vuoi perderti quel frammento di poesia che sta fuggendo velocemente. Non puoi tornare indietro e riascoltarla, devi aspettare il loop. Il continuo loop infinito. Echeggia in quella mente così occupata a pensare ad altro che ti dimentichi di mettere in pausa, di vivere il momento e di farla ripartire.

Dicono che bisogna vivere la vita. Io dico che bisogna viversi la vita, invece. Parliamone. Non bisogna farsi vivere, il protagonista sei tu. Esclusivamente te che dici alla vita come farti vivere. Momento filosofico.

Succede quando ti capita qualcosa di inaspettato. Quando ti vengono date delle parole che da sole valgono poco, ma che messe assieme hanno un valore enorme. Quando qualcuno dice alla vita come farti vivere. L'input. Dato da quel fratellino che non hai mai avuto. Ma che hai sempre riconosciuto come tale. Non di sangue, ma di esperienze. Di souvenir.

domenica

L'ora d'aria.

Le storie d'amore non sono altro che l'ora d'aria del carcerato. Tutti hanno bisogno della propria ora d'aria. Ci serve per respirare. Tutti hanno bisogno di una storia d'amore, che sia essa vera o meno. Ci aiuta, ci rafforza, ci consola. A volte serve solo per non sentirsi soli. Altre volte può essere un rimpiazzo. Altre volte ancora può essere vero amore. Non possiamo stabilire noi che tipo di amore stiamo vivendo, abbiamo vissuto o vogliamo vivere. L'amore ci viene dato, come l'ora d'aria del carcere. Non decidi te quando è l'ora di uscire a prendere aria. Non decidi te quando innamorarti. Alcune persone credono che innamorarsi di una persona significhi amarla. Non è proprio così. Per amare una persona certamente bisogna esserne innamorati, ma non necessariamente se si è innamorati si deve amare. L'innamoramento scatta da una forte intesa, dall'interessamento, dalla comprensione. L'amore scatta quando intercorre l'empatia. Quando due persone vivono una stessa vita, quando respirano la stessa aria, quando sentono un solo cuore. Questo è amore.

giovedì

Momenti.

Il numero di respiri che fate nella vita sono irrilevanti. Quello che conta sono i momenti che il respiro ve lo tolgono.

Sarà questo il titolo di questa pagina. Cercano tutti di vivere il momento e cercare di ricordarli tutti. Io credo che bisogna valutare quali sono gli attimi che veramente vale la pena di ricordare. Perché se poi vuoi ricercarlo, non lo trovi più. Gli altri attimi lo sovrastano. Bisognerebbe ricordare quel fuoco che arde in quell'attimo. Tanto poi resta la cenere da quel fuoco. E' naturale, i fuochi si spengono, le ceneri restano.